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Curiosità dai campi

Play Green: un “percorso” trasversale di sostenibilità che parte dal Tardini e coinvolge tutta la comunità

Redazione Quarto Posto
5 Novembre 2025
  • copiato!

di FRANCESCO MAFERA  

Il progetto Play Green, presentato venerdì 24 ottobre allo Stadio Tardini, rappresenta una tappa importante nel percorso di sostenibilità intrapreso da Parma Calcio 1913. Si tratta di un modello che unisce sport, territorio e responsabilità sociale, fondendo politiche ambientali e iniziative concrete dentro e fuori dal campo, con un’attenzione particolare alla comunità locale.

Come ha spiegato Stefano Perrone, Club Operation Officer del Parma Calcio, “Play Green non è un punto di partenza né di arrivo, ma un percorso continuo”. Un percorso che nasce dal Centro Sportivo di Collecchio, dove il club ha progressivamente introdotto una serie di buone pratiche ambientali: dalle fontanelle che hanno eliminato ogni anno oltre 70.000 bottigliette di plastica, alla riorganizzazione della raccolta differenziata negli uffici, fino alla scelta di fornitori valutati anche in base al loro impatto ambientale e alla capacità di generare sinergie sostenibili con le operation del club.

Stadio Ennio Tardini casa della sostenibilità 

Uno dei momenti più significativi di questo cammino è arrivato nel maggio 2025, quando il Parma Calcio ha ottenuto la certificazione ISO 14001, lo standard internazionale che definisce i requisiti per un sistema di gestione ambientale efficace. Questo riconoscimento segna un passaggio cruciale: l’impegno del club non è più solo valoriale, ma diventa strutturato, misurabile e verificabile.

Con Play Green, Parma Calcio porta le proprie buone pratiche oltre lo spogliatoio, trasformando lo Stadio Tardini nella vera e propria casa della sostenibilità. L’obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: trasmettere cultura e costruire una coscienza collettiva che coinvolga tifosi, cittadini, istituzioni e partner. Il sindaco di Parma, Michele Guerra, ha sottolineato come il club rappresenti “un esempio forte di come le realtà della città possano remare insieme verso le politiche ESG del territorio”, ricordando che Parma è tra le 100 città europee impegnate a raggiungere la neutralità climatica entro il 2030.

Un impegno trasversale 

Durante la presentazione, sono stati raccontati anche i protagonisti che accompagnano il club in questo percorso. Tra i partner del progetto figurano ArtCafè, che propone un caffè biologico e rigenerativo a tutela delle foreste e della manodopera locale; Bistrò e l’associazione Parma Non Spreca, impegnati a recuperare e redistribuire oltre mille pasti a partita alle famiglie del territorio; BWT, che supporta il club nella gestione responsabile dell’acqua contribuendo a ridurre ogni anno 7,5 tonnellate di CO₂; COLSER, pioniera della sostenibilità nel facility management e prima azienda certificata ISO 14001 a Parma, attiva anche nell’inclusione sociale con la cooperativa Saltatempo; Gas Sales e Gruppo CGI, fornitori di energia verde e promotori di comunità energetiche rinnovabili; e infine Barilla, che condivide con Parma Calcio una visione di sostenibilità a medio e lungo termine, fondata su benessere, educazione e collaborazione.

Come ha ricordato Luca Iovine, consulente che ha accompagnato il club nel percorso verso la certificazione, “la sostenibilità è un percorso strategico e culturale”. In questo senso, i calciatori diventano ambasciatori consapevoli, capaci di influenzare comportamenti e diffondere una nuova sensibilità attraverso il proprio esempio.

Il progetto Play Green non si ferma a Parma: il club sarà infatti tra i protagonisti di Ecomondo 2025, l’evento di riferimento dedicato all’economia circolare, e riceverà a novembre il Premio Innovazione SMAU, riconoscimento assegnato per la capacità di generare impatto positivo e coinvolgere partner, comunità e tifosi in un’unica visione di sostenibilità condivisa.



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