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Cultura

Ippica, l’Università di Verona studia le abilità cognitive degli atleti del salto ostacoli

Redazione Quarto Posto
16 Novembre 2025
  • copiato!

di STEFANO RAVAGLIA

Comprendere come la mente influisce sulla performance sportiva è l’obiettivo di un innovativo progetto di ricerca condotto dal dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’università di Verona, in collaborazione con Fieracavalli e la Fise, Federazione italiana Sport equestri. Lo studio, dal titolo “Valutazione e potenziamento delle abilità cognitive dei cavalieri e delle amazzoni del salto ad ostacoli”, va a esplorare il ruolo delle funzioni cognitive di alto livello nel successo sportivo di una delle discipline equestri più complesse e spettacolari.

 Il progetto, della durata di due anni, è guidato da Mirta Fiorio, docente del dipartimento e responsabile scientifica, e da Angela Marotta, ricercatrice e co-responsabile. Nella prima fase, circa ottanta atleti delle categorie Young Riders e Under 25 saranno sottoposti a una batteria di test cognitivi standardizzati, i cui risultati verranno correlati con le prestazioni ottenute in gara. L’obiettivo è identificare i fattori mentali che più influenzano la performance, dall’attenzione e la concentrazione alla rapidità decisionale e al controllo motorio, senza tralasciare l’approfondimento sulle capacità intercettive che permettono all’atleta di percepire lo stato interno del proprio corpo.

 Successivamente, i ricercatori svilupperanno un training cognitivo mirato per potenziare le funzioni più determinanti nel salto ostacoli, con l’ambizione di migliorare ulteriormente le prestazioni sportive. 

Le ricadute pratiche della ricerca promettono di essere ampie: oltre a fornire ai professionisti del settore equestre nuove strategie per migliorare la performance, il modello di training cognitivo sviluppato potrebbe trovare applicazioni anche in altri contesti sportivi e professionali ad alta intensità cognitiva, come la Formula 1 o il pilotaggio aereo, dove il successo dipende dalla gestione simultanea di attenzione, decisioni rapide e coordinazione complessa.

“Questo progetto – spiega la Rettrice Chiara Leardini – è un esempio significativo di collaborazione tra l’Università, le istituzioni sportive e le realtà del territorio, confermando al contempo l’impegno del nostro Ateneo nella promozione della ricerca scientifica come motore di innovazione e sviluppo al servizio della società, con particolare attenzione al contesto locale. Grazie al sostegno di Verona Fiere e alla collaborazione con la Federazione italiana Sport equestri, le ricercatrici e docenti del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’Ateneo hanno potuto approfondire il ruolo delle funzioni cognitive di alto livello nel successo sportivo di una delle discipline equestri più complesse e spettacolari. I risultati scientifici ottenuti saranno trasformati in ricerca applicata per migliorare le prestazioni degli atleti, sia in questa disciplina che in altre pratiche sportive“.

 

 

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