Karate, divertimento e formazione dei genitori: il successo di Generazione K a Napoli
di STEFANO RAVAGLIA
NAPOLI – Una domenica per tutta la famiglia all’insegna del… karate. Generazione K, l’associazione campana che si occupa di questa storica disciplina, ha organizzato un evento (dalle 10 del mattino sino alle 17.30) nel pomeriggio dell’11 gennaio all’interno di un parco divertimenti, “Edenlandia”, a pochi passi dallo stadio “Maradona”, casa del Calcio Napoli, location particolare e inusuale, per abbracciare questo sport.
Ma la giornata ha significato anche molto altro. Ne abbiamo parlato con Rosario D’Angelo, principale organizzatore e punto di riferimento della manifestazione, che ha avuto tra i protagonisti assoluto il maestro Lucio Maurino: “La mia passione per il karate è totale – spiega D’Angelo, sono stato un praticante, un insegnante e ora un dirigente nazionale Fjlkam, e ora mi occupo solo di questo, non pratico più. L’evento ha avuto più sfaccettature, e ha coinvolto bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni, divisi in cinque categorie ‘Under’. La cosa basilare è che non è stato solo un momento di pratica del karate, ma anche di pratica del movimento in generale. Attirarli dentro un parco divertimenti per unire sport e intrattenimento e fare un tipo di sforzo sul movimento, è stato propedeutico al karate ma lo è anche per qualsiasi altra disciplina. Noi siamo l’associazione con il più alto numero di tesserati in Campania, 320, e abbiamo coinvolto altre due o tre associazioni esterne alla nostra. E’ stato un evento fatto in collaborazione anche con il CSI della regione”.
Si è parlato addirittura del ruolo dei genitori in questo contesto, coinvolti allo stesso modo dei ragazzi, con un incontro ad hoc, tenuto da Scuola Genitori Sportivi: “Abbiamo aperto l’evento con un confronto con loro perché l’idea per il futuro è che ci sia una parte aderente per i genitori che vanno allenati e coinvolti insieme ai figli. I genitori non devono essere una presenza sterile, ma vanno coinvolti il più possibile dando loro delle chicche sulla genitorialità”.
Spiegaci un po’ la scelta di un parco tematico per l’evento… “L’idea innovativa è proprio questa: un palazzetto dentro a un parco divertimenti dove dopo l’evento tutti, compresi anche fratelli e sorelle dei partecipanti, invece di annoiarsi potevano andare sulle giostre, dando a tutta la famiglia di vivere una esperienza unica in un ambiente armonioso”. Karate non solo per il fisico ma anche per la mente: “Sì, questa disciplina insegna l’equilibrio con il corpo. Io mi sto approcciando alla disciplina in maniera olistica, vero che bisogna creare l’equilibrio sul tatami ma anche equilibrio nell’ambiente esterno. Se si crea questa armonia, il bambino è più stimolato e non incontra resistenze o conflitti nell’ambito della famiglia. Creare un evento nell’evento, non solo per i ragazzini che vogliamo assolutamente replicare”.
Chiudiamo con una riflessione sui rapporti con la federazione: “Sono ottimi, io sono in una commissione nazionale, ma è pur vero che il fine ultimo della federazione è l’agonismo puro, diciamo 80% agonismo e 20% promozione. L’Ente di Promozione tra i suoi fini istituzionali invece ha proprio quello di fare attività promozionale. Io mi appoggio spesso all’ente piuttosto che alla federazione soprattutto in questi casi specifici, anche perché bisogna cercare di gestire gli equilibri tra le due parti”.
