#ioleggoperché: Serie B di nuovo sinonimo di cultura per la crescita sociale
di FRANCESCO MAFERA
Negli scorsi mesi la Serie BKT ha rinnovato il suo impegno a favore della lettura e lo ha fatto nel modo più diretto e simbolico possibile: portando i libri in mezzo al campo. Per il nono anno consecutivo la seconda lega professionistica del nostro calcio ha aderito alla campagna #ioleggoperché, progetto che celebra il suo decimo anniversario e che negli anni ha coinvolto oltre quattro milioni di studenti e più di 25mila scuole in tutta Italia grazie alla donazione di libri alle biblioteche scolastiche. Praticamente, un binomio che va avanti in un rapporto di partenrahip fin dagli albori dell’iniziativa. Un progetto che nasce dalla convinzione che leggere significhi crescere: la lettura stimola attenzione e memoria, sviluppa il pensiero critico e accompagna i più giovani in un percorso di crescita emotiva e sociale.
Valori che la Lega B riconosce come fondamentali, al pari di quelli sportivi, e che da sempre sostiene dentro e fuori dal campo. E così, anche gli stadi della Serie BKT sono già diventati luoghi di promozione culturale con un invito rivolto a tutti i tifosi a recarsi in libreria già durante lo scorso novembre, per donare un libro alle scuole del proprio territorio. Un gesto semplice, ma capace di lasciare un segno profondo. Un momento simbolico come anche quello andato in scena in quello stesso mese all’interno dei rettangoli verdi prima del fischio d’inizio: i calciatori delle 20 squadre sono scesi in campo con un libro tra le mani e lo hanno consegnato ai bambini durante il cerimoniale a centrocampo. Un’immagine forte, pensata per parlare alle nuove generazioni e rafforzata da una campagna social sui canali ufficiali della Lega, oltre ai messaggi diffusi dagli speaker negli stadi.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il neopresidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, che ha evidenziato come #ioleggoperché sia «un progetto collettivo capace di mobilitare cittadini, scuole, librerie, istituzioni e appassionati di calcio, promuovendo quel senso di comunità che il calcio sa creare». Un impegno che ribadisce la responsabilità sociale della “famiglia della B”, convinta che lo sport – e il calcio in particolare – sia un potente veicolo di messaggi positivi e uno straordinario strumento di crescita culturale e personale.
