Esultanze, che passione! Da quelle iconiche a quelle registrate, fino alle ultime mode
di FILIPPO GALLI
Sono la parte più eccitante della partita. Perchè arrivano subito dopo il momento clou – il fatidico gol. L’esplosione delle emozioni: positive, se la rete l’ha siglata la tua squadra. Negative, se l’hai subita. Vere e proprie vertigini emotive, che nell’epoca del Var poi spesso vengono castrate, messe in “pausa” o addirittura ribaltate. Un po’ come sulle montagne russe.
Esultanze, che passione. Ma quali sono le esultanze più di moda oggi? E quali invece quelle che hanno fatto la storia, diventando iconiche?
Se partiamo dalla serie A, ci sono due nuovi protagonisti, che stanno mettendo in vetrina le loro, come marchi di fabbrica: Christopher Nkunku e Pio Esposito.
CHRISTOPHER NKUNKU
Non proprio una stagione memorabile, fin qui, quella dell’attaccante del Milan. Eppure, quando segna, la sua gioia con tanto di palloncino rosso fa sempre il giro del mondo su giornali e social network. Potenza di un gesto, così particolare e inedito sui campi sportivi.
Niente urla, niente corsa sfrenata. È quasi rilassata, molto “alla Nkunku”. Da dove nasce? È un’esultanza personale, non una provocazione: rappresenta la gioia pura, un modo infantile e positivo di festeggiare, qualcosa che lo distingue subito dagli altri. Quando la faceva al Lipsia, la sua esultanza è diventata un marchio; al Chelsea se la porta dietro come firma. Perché funziona: è originale ma non forzata, è facile da imitare (bambini impazziti), comunica felicità, non ego.
FRANCESCO PIO ESPOSITO
Il bomber di Castellammare ha avuto un impatto atomico, sul campionato, per i suoi 20 anni. A furia di prestazioni, assist e anche gol, non pochi in relazione al minutaggio. E quando segna, ecco il marchio di fabbrica: la corsa verso la curva, le maniche rimboccate, la posa del “culturista” che mostra con orgoglio i muscoli dei bicipiti. L’esultanza di Pio Esposito è interessante proprio perché racconta bene che tipo di attaccante è. Il messaggio che manda sembra abbastanza chiaro: forza, fame, rabbia agonistica e spirito da centravanti puro, che col sudore si guadagna spazio ogni giorno.
ESULTANZE ICONICHE
Quali sono invece i festeggiamenti che sono entrati nella storia? Tanti, ma ne abbiamo selezionati alcuni dei più iconici.
PAUL POGBA
La “dab” di Paul Pogba è diventata una delle celebrazioni più iconiche del calcio moderno. La dab è un movimento di danza nato negli Stati Uniti, diffuso nella cultura hip-hop a metà degli anni 2010. Consiste nel chinare la testa verso il gomito di un braccio piegato, mentre l’altro braccio è teso verso l’esterno, come a imitare uno starnuto “stiloso”. Paul Pogba rese famosa la dab nel mondo del calcio intorno al 2015–2016, durante il suo periodo alla Juventus e poi al Manchester United. Ogni volta che segnava un gol, celebrava proprio con questa mossa, diventando un fenomeno virale.
ALEX DEL PIERO
Alessandro Del Piero aveva questa abitudine: dopo un gol (soprattutto nei momenti importanti), tirava fuori la lingua di lato, spesso accompagnata da quello sguardo mezzo furbo mezzo timido. Non era una linguaccia provocatoria alla Balotelli, né una presa in giro all’avversario. Era più una cosa istintiva, quasi da bambino. Questa esultanza è stata un vero e proprio simbolo per tutti i tifosi juventini.
CRISTIANO RONALDO
Quella di CR7 è forse la più celebre delle esultanze mai esistite sul pianeta. Quasi ogni persona sulla terra conosce questa esultanza. Sono oramai anni che, dopo un gol, effettua un salto all’indietro portando le braccia vicino ai fianchi. L’esultanza tradizionalmente viene accompagnata da un urlo liberatorio, il famoso: “SIUUM”.
DIRITTO… DI ESULTANZA
Ma chi sono invece i giocatori che hanno registrato i diritti delle loro esultanze?
Cole Palmer: Il centrocampista del Chelsea ha registrato come marchio il soprannome “Cold Palmer”, legato alla sua celebrazione con le braccia incrociate che simula il freddo. Ha anche depositato un video della sua esultanza con l’intento di proteggere l’uso commerciale specifico. Questo tipo di marchio gli permette di monetizzare la celebrazione su prodotti e merchandising.
Cristiano Ronaldo: Ronaldo ha reso famosa la celebre esultanza “Siuuu!” ed è uno degli esempi più citati di celebrazione con marchio e uso commerciale ben consolidato, legato al suo brand CR7.
Kylian Mbappé: Mbappé ha registrato il celebre gesto con le braccia incrociate come marchio, oltre ad altri marchi UE collegati al suo nome e frasi iconiche.
Gareth Bale: Anche Bale aveva registrato un marchio legato alla sua esultanza “Eleven of Hearts”, collegata alla forma a cuore che faceva con le mani dopo il gol.
Registrare un marchio non impedisce ad altri giocatori di fare la stessa esultanza sul campo (puoi sempre imitare il gesto durante una partita), ma limita l’uso commerciale della celebrazione (ad esempio in prodotti, pubblicità, gadget o media senza licenza).
Perché sta succedendo
Nel calcio moderno:
. le celebrazioni sono parte della brand identity personale,
. i giocatori e i loro manager vedono in esse un’opportunità economica,
. proteggere una celebrazione può trasformarla in merchandising, partnership e diritti d’immagine.
