Il Fenerbahçe e quell’ 1% in più di altruismo che fa tutta la differenza del mondo
di FRANCESCO MAFERA
Il Fenerbahçe ha deciso di affiancare al mercato un impegno concreto sul piano sociale. Il club turco ha infatti introdotto una regola chiara: l’1% dello stipendio di ogni nuovo giocatore della prima squadra sarà destinato a iniziative a favore di bambini con disabilità. Una scelta semplice nella forma, ma potenzialmente innovativa per il mondo del calcio, perché collega direttamente gli investimenti sportivi a un impatto sociale misurabile, guardando anche oltre i risultati che maturano sul terreno di gioco.
Il ritorno di Kanté e il lancio di “Hope for the Future”
L’arrivo di N’Golo Kanté segna il primo passo simbolico di questo percorso. Il centrocampista francese, campione d’Inghilterra con il Leicester City guidato da Claudio Ranieri, torna in Europa dopo l’esperienza in Arabia Saudita e aderisce al progetto “Hope for the Future 1%”. Durante la presentazione ha mostrato il proprio sostegno all’iniziativa, che mira a finanziare programmi educativi e opportunità di sviluppo per giovani con disabilità.
L’idea nasce dal direttore sportivo Devin Özek ed è stata adottata come principio strutturale: ogni nuovo acquisto dovrà accettare questa clausola etica, altrimenti la trattativa non verrà portata avanti. Il progetto, dedicato alla memoria della madre di Özek, punta a costruire un modello stabile di responsabilità sociale integrato nella strategia sportiva del club.
Un modello che dialoga con le esperienze internazionali
L’iniziativa si inserisce in un panorama internazionale dove non mancano precedenti virtuosi. Tra questi spicca Common Goal, rete solidale fondata anche su impulso di Juan Mata, che invita calciatori e addetti ai lavori a devolvere l’1% del proprio salario a progetti ad alto impatto sociale. Nel tempo hanno aderito numerosi protagonisti del calcio mondiale, tra cui Paulo Dybala oltre a club e sponsor.
Un altro esempio significativo arriva dagli Stati Uniti con le Angel City FC, società femminile che reinveste il 10% dei ricavi da sponsorizzazione in programmi per la comunità, concentrandosi su equità, beni essenziali ed educazione.
Un passo verso una responsabilità strutturata
Il progetto del Fenerbahçe si colloca idealmente tra queste due esperienze: come Common Goal lega direttamente i compensi dei calciatori all’impegno sociale, ma come Angel City FC ambisce a integrare la responsabilità nel modello gestionale del club. Pur non essendo ancora supportata da una fondazione dedicata o da una strategia di sostenibilità formalizzata, l’iniziativa si inserisce in un percorso che vede la società turca già attiva su più fronti: attività inclusive, donazioni, progetti per i giovani e interventi in situazioni di emergenza.
“Hope for the Future” rappresenta quindi un passo ulteriore: trasformare ogni operazione di mercato in un’opportunità di solidarietà, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti a chi ha più bisogno e, allo stesso tempo, dare una struttura sempre più definita all’impegno sociale del club.
