Lodigiani Calcio 1972: gli “Insuperabili” in casa tra impegno sociale e crescita dei giovani
di FRANCESCO MAFERA
A volte, passo dopo passo, mattone dopo mattone, senza quasi neanche accorgersene, ci si può ritrovare ad aver fatto la storia, scrivendo dei record difficilmente superabili. Spesso figli — e forse conseguenza naturale — di un modus operandi virtuoso. Come diceva San Francesco: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso, vi sorprenderete a fare l’impossibile”. In Italia, una realtà che ci può ricordare questa massima è sicuramente la Lodigiani Calcio 1972 che vanta un record importante e di grande pregio. La bellezza di 24 risultati utili consecutivi tra le mura amiche della Borghesiana. In altre parole, 17 mesi, ovvero quasi un anno e mezzo senza sconfitte, che tradotto in “centesimi”, per coloro che sono abituati a contare nel dettaglio, fanno un totale di 475 giorni. Ultimo K.O. interno datato 3 novembre 2024 contro il Montespaccato, nel girone di andata della passata stagione. Record che se non è in assoluto uno dei migliori nelle graduatorie all time dei campionati di calcio, poco ci manca e regala una statistica comunque paragonabile a quella di poche altre squadre.
Dai trascorsi importanti fino all’attualità e al consolidamento di una identità forte
Lodigiani che è anche il club in cui nella stagione 98/99, nell’allora C2, muoveva i primi passi un certo Luca Toni, poi diventato quello che noi tutti conosciamo. Da quei tempi il club si è strutturato mantenendo una identità forte e ben delineata allevando le giovani promesse secondo dei precisi standard: attraverso metodologie di lavoro mirate alla loro valorizzazione dentro e fuori dal rettangolo verde e che hanno portato a coniare un nuovo slogan: “Non sentirti mai troppo grande per fare le cose piccole”. Un manifesto di umiltà e per una crescita concepita secondo un ideale di gradualità.
L’insegnamento dei valori fondamentali per un team più forte sotto tanti profili
Un progetto sportivo, quello della società del Presidente Andrea Simonetti, nonchè uno dei più importanti e storici sodalizi del panorama calcistico della capitale, che nelle ultime stagioni ha proseguito lungo il proprio cammino di crescita, declinando la sua mission a fianco di realtà come “Insuperabili” e “Reset”; trasferendo così non soltanto una cultura improntata al rispetto e all’inclusività ma anche un modello di sacrificio e resilienza. Una cultura che in qualche maniera può essere stata foriera di risultati positivi perché basata su un sistema di insegnamento che non lascia mai nulla al caso, attraverso degli ideali che come un filo rosso conducono fino alla prima squadra fortificata da una mentalità che sembra oramai scolpita su pietra. Quasi come se fosse stata tramandata ai posteri, dai tempi di Mirko Granieri all’attuale mister Luca Fatiga. Cambiano gli allenatori, cambiano i giocatori ma i risultati, soprattutto alla Borghesiana, sono sempre gli stessi. E allora comprendi che probabilmente sei anche di fronte ad una dirigenza non solo competente ma che infonde nell’ambiente una compattezza data da una comunanza di valori che fa la differenza.
Perché quando una squadra non molla mai e fa della propria casa un bunker a cielo aperto, non è soltanto una questione di tattica o di talento. È identità. È cultura. È visione e senso di appartenenza. Ed è proprio da queste fondamenta che nascono i record destinati a lasciare il segno. Sempre, ovvero ieri, oggi e domani. In rima con Lodigiani, proprio come recita l’inno della storica formazione biancorossa romana.
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