Gilbert Nanà, lo sport come salvezza, un incredibile record e la sua missione educativa
di FRANCESCO SCHETTINO
Gilbert Nana, è un calciatore e personaggio del web, è campione del mondo di palleggi di testa con uno straordinario record di 20.400 palleggi in 2 ore e 15 minuti. Ma prima dei numeri e dei traguardi, la sua è una storia di sopravvivenza e rinascita. Oggi è anche fondatore della scuola calcio che porta il suo nome, simbolo concreto di un percorso costruito con sacrificio e determinazione.
A 17 anni è fuggito dal Camerun per scappare da povertà e guerra, affrontando un viaggio drammatico: la prigionia in Libia, la traversata nel Mediterraneo verso l’Italia, e poi anni durissimi fatti di lavori nei campi e notti trascorse per strada. Un periodo segnato da solitudine, paura e incertezza, in cui il futuro sembrava fragile e lontano.
Lo sport è stata la sua svolta. Anche dopo un grave infortunio alla gamba, che avrebbe potuto fermarlo definitivamente, non ha mollato.
La sua storia oggi è un messaggio potente: dalle difficoltà più estreme può nascere una seconda possibilità, se si trova qualcosa per cui vale la pena lottare.
Gilbert, qual è stato il momento decisivo che ha cambiato il tuo percorso personale e professionale?
Il momento decisivo che mi ha cambiato non è solo uno, perché io sono partito dalla strada. Giocavo in Promozione e, con quello che riuscivo a guadagnare, cercavo di aiutare i miei genitori. Poi è arrivato l’infortunio, che è stato un momento brutto, perché mi hanno detto che avrei dovuto smettere di giocare. Allora mi sono reinventato un nuovo modo di giocare: siccome non potevo usare i piedi, ho usato la testa. È da lì che sono diventato campione del mondo e soprattutto conosciuto nel mondo dei social.
In che modo la tua storia ha influenzato la missione che porti avanti oggi?
Quando un ragazzo mi racconta una storia, lo fa perché conosce il mio percorso e tutta la mia storia. Io sono passato dal basso all’alto: sono stato venduto come schiavo, dormivo per strada e ora sono famoso, facendocela solo con le mie forze. Perché io penso che ogni difficoltà sia fatta per essere vinta e superata.
Che ruolo può avere lo sport nella crescita educativa e sociale dei ragazzi?
Lo sport, nella crescita educativa e sociale, rappresenta un elemento importantissimo, sia nei ragazzi giovani sia negli adulti. Lo sport dà valore e disciplina. Non importa quale sport tu pratichi, che sia calcio, pallavolo, basket o altro: lo sport ti aiuterà anche a livello psicologico. Per me è stato tutto, mi ha salvato la vita. Tutto quello che ho e che sono è solo grazie allo sport. Lo sport ti toglie dalla strada negativa e ti aiuta anche, soprattutto, a livello di salute.
Da dove nasce l’idea dei nuovi progetti dedicati alle scuole in tutta Italia?
Nasce dal fatto che lo sport mi ha dato tutto e io voglio ridare indietro anche agli altri, con l’obiettivo di non mollare mai. Io non dico che “ce l’ho fatta”, ma che ho fatto un piccolo passo e che continuo a farlo giorno per giorno, per far sì che lo possano fare tutti, che tutti i ragazzi possano farcela
Qual è l’obiettivo principale che vuoi raggiungere entrando negli istituti scolastici?
Il mio obiettivo principale ora è andare ad aiutare più scuole e scuole calcio. In questo momento ho più scuole calcio e voglio aiutare più famiglie che fanno fatica a pagare e ad arrivare a fine mese. Voglio dare quello che lo sport mi ha dato. Nelle assemblee che organizzo parlo di razzismo e bullismo: il mio obiettivo è anche aiutare i ragazzi più in difficoltà, che soffrono di bullismo e razzismo, che purtroppo si vedono ancora al giorno d’oggi.
Che tipo di impatto concreto vuoi lasciare negli studenti?
Vedere che provano a migliorare. Loro mi scrivono ogni giorno che sono in palestra, che vanno a correre o che stanno aiutando i loro genitori. Questi sono i messaggi che ricevo ogni giorno ed è la cosa più importante per me.
Cosa distingue il tuo progetto per le scuole calcio rispetto ai percorsi tradizionali?
Il mio progetto è molto diverso, perché tutto quello che sto facendo non lo sto facendo per soldi, ma per aiutare i ragazzi più in difficoltà. I miei ragazzi sono seguiti dalla scuola a casa. Il mio obiettivo non è creare un campione, ma creare un uomo. Non deve diventare per forza un calciatore: può diventare altro, un medico o un dottore. L’importante è che deve spaccare nella vita. Per questo, per me, la disciplina è la cosa più importante.
Quanto è importante lavorare su mentalità, valori e aspetto psicologico nei giovani calciatori?
È importantissimo, perché il calcio non è solo giocare, ma è molto di più. Può capitare che un ragazzo non giochi perché non si trova con il suo allenatore o per altri motivi. È lì che c’è il rischio che si perda la passione, perché non gioca o non si allena più con la stessa intensità di prima, e magari si butta in un’altra strada. Ogni ragazzo deve avere una persona vicino che lo aiuti a capire che esistono momenti brutti e momenti belli. Per me la mentalità è la base per crescere ed è la cosa che ti dà la motivazione per allenarti.
Che risposta stai ricevendo da scuole, famiglie e società sportive?
Sto ricevendo risposte molto positive. Anche i genitori mi scrivono ogni giorno e mi dicono che consigliano ai loro figli di seguire le mie live o di partecipare ai miei eventi e assemblee. Mi dicono che li aiutano grazie ai miei consigli ed è una cosa bella e importante per me.
Qual è la visione a lungo termine di questi progetti e che messaggio vuoi lanciare a chi sta pensando di aderire?
Il messaggio che voglio lanciare è che io, sui social, ci ho puntato e punto tanto sull’aspetto psicologico e sulla motivazione. Ogni ragazzo deve credere in se stesso e non ascoltare nessuno che possa giudicarlo. Deve fissarsi un obiettivo e dare il massimo ogni giorno per raggiungerlo. A lungo termine voglio aiutare sempre più scuole calcio e sempre più persone.
Qual è il tuo sogno?
Ora il mio più grande sogno è far arrivare i miei genitori in Italia e aiutare mio padre, che purtroppo non sta benissimo, e farlo operare qui in Italia.
Come potranno contattarti le scuole e le scuole calcio per questo tuo progetto?
Per contattarmi basta scrivermi sulla mia Gmail. Ci mettiamo d’accordo per organizzare tutto e io sono sempre a disposizione. gilbertnana24@gmail.com

