Pugni e schiaffi all’arbitra 17enne. Dirigente squalificato 5 anni a Cagliari. Ma il Club: “Solo ingiurie, nessuna violenza”
di LORENZO SPONSALE
Un grave episodio di violenza scuote il calcio giovanile. Durante una partita del campionato Under 17 provinciale a Cagliari, tra Nuova La Salle e A.S.D. Gioventù Sarroch, disputata il 28 febbraio, una giovane arbitra di 17 anni è stata aggredita in campo da un dirigente della squadra ospite, riportando lesioni che hanno richiesto il ricovero in ospedale e una prognosi di 45 giorni.
Secondo quanto ricostruito nel comunicato ufficiale della Lega Nazionale Dilettanti, l’episodio si è verificato al quarto minuto del secondo tempo. Il dirigente Guglielmo Pelegalli, inserito in distinta con il ruolo di assistente di parte della Gioventù Sarroch, si sarebbe avvicinato alla direttrice di gara per protestare animatamente dopo la mancata concessione di una rimessa laterale. La protesta ha portato a una prima ammonizione da parte dell’arbitra. Dopo questo provvedimento disciplinare, il dirigente avrebbe reagito con nuove proteste e frasi offensive, inducendo la direttrice di gara a estrarre il cartellino rosso. A quel punto la situazione sarebbe degenerata: secondo il referto arbitrale, l’uomo avrebbe colpito la giovane arbitra con due schiaffi al volto e, mentre la ragazza tentava di allontanarsi, anche con un pugno che le ha provocato le lesioni poi certificate dai sanitari. L’aggressione ha reso impossibile la prosecuzione dell’incontro. La partita è stata quindi sospesa, mentre alcuni tesserati della squadra di casa sono intervenuti per bloccare l’aggressore e prestare soccorso alla direttrice di gara, visibilmente scossa e ferita.
Il giudice sportivo ha definito l’episodio di «estrema gravità», sottolineando diversi elementi aggravanti: la giovane età della vittima, il fatto che si trattasse di una donna minorenne e il ruolo educativo e di responsabilità che dovrebbe ricoprire un dirigente sportivo in un contesto giovanile. La decisione della FIGC è stata quindi particolarmente severa. A Guglielmo Pelegalli è stata inflitta una squalifica di cinque anni da ogni attività federale, valida fino al 5 marzo 2031, accompagnata dalla preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della federazione. Sanzioni anche per la società: la Gioventù Sarroch è stata punita con la sconfitta a tavolino per 3-0, una penalizzazione di due punti in classifica e un’ammenda complessiva di 1.000 euro.
Nei giorni scorsi, la società ASD Gioventù Sarroch ha voluto chiarire la sua posizione in merito all’accaduto con un comunicato ufficiale: “A seguito del comunicato ufficiale diramato dalla Ind sezione di Cagliari e, preso atto del referto del giudice sportivo, ci teniamo a fare diverse precisazioni. La prima è ovviamente esprimere la nostra solidarietà nei confronti dell’arbitro, ma contestualmente dopo aver sentito le dichiarazioni del nostro dirigente e delle tante testimonianze dei genitori, ragazzi, mister e altre persone presenti, per quanto riguarda l’aggressione fisica riportata nel referto, ci riserviamo di esprimere eventuali giudizi in merito a quanto dichiarato dall’arbitro, saranno gli organi preposti, ipotizziamo la giustizia vera non quella sportiva, a stabilire quale sia la Reale verità dei fatti, al momento c’è solo la testimonianza dell’arbitro, ci saremo aspettati per una vicenda d genere di essere quanto meno resi partecipi dell’accaduto. In ogni caso puntare per dito su un padre di famiglia che segue il proprio figlio sui campi di calcio dall’età di 5 anni, di cui non si hanno tracce di eventi simili a quanto descritto, ci sembra al quanto discriminatorio. Confidiamo che gli organi competenti possano fare chiarezza nel più breve tempo possibile”.
Il provvedimento preso dalla FIGC rientra nella linea dura adottata negli ultimi anni dalle istituzioni sportive per contrastare le aggressioni nei confronti degli ufficiali di gara, un fenomeno che colpisce soprattutto i campionati dilettantistici e giovanili. Episodi come quello avvenuto nel match Under 17 riportano al centro del dibattito il tema della sicurezza degli arbitri e della necessità di difendere i valori educativi dello sport, soprattutto quando in campo scendono ragazzi e ragazze ancora minorenni.
