Yeman Crippa, dalle origini in Etiopia all’Italia
di FRANCESCO SCHETTINO
Yeman Crippa nasce il 15 ottobre 1996 a Dessie, in Etiopia. La sua infanzia è segnata da difficoltà enormi: rimane orfano molto presto e cresce in condizioni di estrema povertà. La sua vita cambia radicalmente quando, all’età di cinque anni, viene adottato da una famiglia italiana e si trasferisce a Montagne, in Trentino. Questo passaggio non è solo geografico, ma rappresenta una vera rinascita. In Italia, Yeman trova stabilità, affetto e nuove opportunità, elementi fondamentali che gli permetteranno di costruire il proprio futuro. La scoperta della corsa, è proprio tra le montagne del Trentino che Crippa scopre il suo talento naturale. Inizia quasi per gioco, ma ben presto emergono qualità fuori dal comune: resistenza, determinazione e una sorprendente maturità atletica.
Si avvicina all’atletica leggera e viene seguito da tecnici che ne comprendono subito il potenziale. I risultati arrivano rapidamente nelle categorie giovanili, dove si mette in luce a livello nazionale e internazionale. Il vero salto di qualità avviene negli anni successivi. Yeman si specializza nelle gare di mezzofondo e fondo, imponendosi progressivamente anche tra i professionisti.
Tra i suoi risultati più importanti troviamo l’oro europeo agli Europei di Monaco 2022 e Roma 2024
Numerosi record italiani, tra cui quelli sui 5.000 e 10.000 metri. Primo italiano nella storia a vincere la maratona di Parigi.
Crippa è diventato uno dei simboli dell’atletica italiana moderna.
Ciò che rende speciale Yeman Crippa non è solo il talento, ma anche il suo approccio alla gara. Corre con intelligenza tattica, alternando fasi di controllo a improvvise accelerazioni. È noto per la sua capacità di resistere alla fatica e per la grinta nei momenti decisivi. Inoltre, il suo percorso lo ha reso un atleta mentalmente molto forte: la resilienza costruita nella vita si riflette pienamente nella sua carriera sportiva. La sua storia va ben oltre le piste di atletica. È un esempio di integrazione riuscita, di riscatto personale e di come lo sport possa cambiare una vita. La sua vicenda ispira migliaia di giovani, dimostrando che le origini non determinano il destino. Con impegno, disciplina e opportunità, è possibile superare qualsiasi ostacolo.