Dino Cavalleri e il modello di calcio integrato di Desiano
di FILIPPO MARIO GALLI
Dino Cavalleri è il responsabile del settore di calcio integrato del Centro Sportivo di Desiano. Assieme ai suoi collaboratori è riuscito a raggiungere un traguardo che nessuno avrebbe mai immaginato. Grazie ai ragazzi in campo, con disabilità e normodotati, sono riusciti a vincere il campionato in cui competono. Oltretutto hanno riportato tifo e passione al centro sportivo. La domenica mattina infatti sono tutti sugli spalti a fare il tifo per i ragazzi.
Quali sono le regole che fate seguire alle squadre per competere in questo campionato?
“Le regole sono semplici: in ogni squadra possono giocare 8 giocatori, 5 ragazzi disabili e 3 normodotati, il portiere deve però essere obbligatoriamente con disabilità. Solo i ragazzi disabili possono fare gol. In totale le squadre del campionato sono 15 e si giocano 14 partite nel corso del campionato. Si gioca quindi solo una partita contro ogni squadra.”
Qual è stato il processo che i ragazzi hanno seguito per raggiungere un risultato grande come la vittoria del campionato?
“I primi anni sono stati difficili per tutti, sia per noi che per i ragazzi perché in molte situazioni era difficile sapere come gestire le cose. Mano a mano abbiamo capito quali erano i nostri punti forti e ci abbiamo lavorato tutti inseme.”
Ci sono delle difficoltà nel gestire i ragazzi con disabilità? Cosa li motiva a voler raggiungere determinati obiettivi?
“Inizialmente non era facile gestire certe situazioni, proprio per questo all’inizio ci siamo fatti coadiuvare da educatori specifici. Sono stati fondamentali anche i ragazzi normodotati, abbiamo preso persone che sapevamo sapessero gestire le situazioni perché in certi momenti è fondamentale essere preparati e sapere cosa fare.”
Quali sono state le sfide più grandi che avete dovuto affrontare, a livello logistico ed emotivo, per far funzionare questo modello inclusivo?
“Io ho intrapreso questo percorso 8 anni fa, per una mia conoscenza sono riuscito a proporre questa idea ed è piaciuta. A dire il vero non è stato complicato a livello logistico, abbiamo creato un campionato con 15 squadre e abbiamo stabilito le regole, nel corso degli anni poi abbiamo ritoccato e modificato qualche regola che non funzionava.
A livello emotivo ci sono stati diversi episodi non semplici che abbiamo dovuto affrontare. Per esempio mentre stavamo giocando una partita a Bresso e dal nulla vedo crollare per terra uno dei nostri ragazzi disabili, mi sono spaventato molto. Quando sono andato a controllare cosa fosse successo mi disse che non voleva più giocare perché sugli spalti aveva visto una sua amica che gli piaceva da tempo. Insomma il ragazzo alla fine non voleva saperne proprio di giocare per paura, quindi l’ho portato negli spogliatoi e per fortuna si è calmato.”
Il ritorno allo stadio: vedere gli spalti di nuovo ghermiti è un segnale forte. Cosa pensate abbia spinto i cittadini di Desio ad affezionarsi così tanto alla vostra maglia?
“È emozionante, lo è per me, per i ragazzi e per tutto lo staff, la cosa più bella è vedere i bambini fare il tifo per i nostri ragazzi. Ogni domenica quando la gente termina la messa viene a vederci giocare, è stupendo e i ragazzi sono entusiasti.”
Per lei cosa ha significato vedere questi ragazzi alzare la coppa insieme? È più una soddisfazione sportiva o sociale?
“Sicuramente è più una soddisfazione sociale, per me vedere i ragazzi alzare il trofeo è stato emozionante. Indubbiamente il trofeo è una cosa importante ma abbiamo creato qualcosa di unico e speciale al di là dei risultati. Siamo diventati una grande famiglia.”
Come sono cambiati i ragazzi a livello caratteriale dal primo giorno di allenamento alla festa per la vittoria?
“I ragazzi sono cambiati moltissimo. Inizialmente una delle grandi difficoltà era farli stare con noi perché non volevano “staccarsi” dai propri genitori. Adesso è cambiato tutto, quando organizziamo i tornei fuori porta e sanno che staremo via un po’, vengono a chiedermi se possono venire senza genitori. Questa è un’altra grandissima conquista.”
Dopo un’annata così incredibile, quali sono i prossimi obiettivi?
“Gli obiettivi sono quelli di sempre: far divertire i ragazzi e vederli felici. Ora abbiamo dei tornei durante l’estate e i ragazzi non vedono l’ora. Il 9 maggio abbiamo una giornata intera a Cornaredo con tutte le squadre di calcio integrato.”
