Verso Milano Cortina 2026: la Ski Race Cup con “Olimpieremo” per l’inclusione che parte dalla neve
aMI.CO. Milano – Cortina
di FRANCESCO MAFERA
Il countdown é ufficialmente iniziato. Manca sempre meno alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, e mentre l’Italia si prepara ad accogliere il mondo sulle piste da sci, prende forma una storia che chiede ascolto, spazio e futuro. È la storia della Ski Race Cup per Atleti Fisdir, il primo circuito nazionale di sci alpino dedicato ad atleti con disabilità intellettivo-relazionali, oggi protagonista di una crescita che va ben oltre i risultati sportivi. Il primo segnale forte è arrivato da Folgaria, sede del primo meeting del 2026: oltre 60 atleti, provenienti da 11 società sportive, hanno dato vita a un weekend di gare che ha segnato un record di partecipazione per un’apertura di stagione. Slalom Gigante e Slalom Speciale hanno visto sfidarsi atleti preparati, determinati, sempre più consapevoli del proprio valore agonistico.
Dove la competizione affonda le sue radici nell’unione di natura olimpionica e ispirata al sociale
Ma la Ski Race Cup non è solo competizione. È un movimento culturale che, giunto alla sua terza edizione, nasce e cresce grazie al fondo filantropico “The Intellectually Impaired Revolution”, promosso all’interno della Fondazione Italia per il Dono, e sostenuto da aziende, associazioni sportive e privati cittadini che credono nello sport come strumento di cambiamento sociale. Il momento più emblematico di Folgaria non è stato segnato da un cronometro, ma da un gesto collettivo: un flash mob degli atleti che, disegnando e “abitando” i cinque cerchi olimpici sulla neve, hanno lanciato un messaggio che é il trait d’union tra un concetto e un immagine: #Olimpieremo. Per coniare sia un nuovo modo di esprimersi che di intendere lo sport. Un “tratto”, appunto, distintivo per contribuire a caratterizzare ancora meglio il contesto che ci accingeremo a vivere. Come paese e come federazione. Come addetti ai lavori sul campo e come spettatori appassionati. Un appello diretto al mondo olimpico e paralimpico affinché lo sci alpino per atleti con disabilità intellettiva venga finalmente riconosciuto tra le discipline ufficiali.
Un circuito sempre più importante e coinvolgente nella sua diversificazione
Un messaggio che si inserisce in un percorso strutturato. Il calendario 2026 della Ski Race Cup prevede cinque tappe nazionali (Folgaria, Sestriere, Passo del Tonale), una gara internazionale a Tarvisio e, per la prima volta, un evento all’estero a Kitzbühel. Un salto di qualità che testimonia la maturità del circuito e la sua credibilità tecnica. Accanto alle gare, progetti come Team Italia accompagnano gli atleti di alto livello in percorsi di allenamento avanzato, autonomia personale e crescita psicofisica, con l’obiettivo di prepararli a competizioni nazionali e internazionali. Un modello che dimostra come inclusione e alta prestazione non siano concetti opposti, ma complementari.
Genesi e crescita di un successo che va anche oltre i numeri
I dati parlano chiaro e rispecchiano l’evoluzione di una dimensione sempre più affermata: dagli esordi con poco più di 30 atleti, la Ski Race Cup ha superato i 90 iscritti nel 2025, coinvolgendo oltre 20 società sportive e attirando l’attenzione anche oltre i confini nazionali. Ma ciò che conta di più è l’impatto umano e culturale: famiglie, tecnici, volontari e territori diventano parte di una comunità che crede nel valore del give-back, nel restituire valore alla società attraverso azioni concrete. In un’Italia che si prepara a vivere l’appuntamento olimpico più importante degli ultimi decenni, la Ski Race Cup per Atleti Fisdir lancia una sfida chiara: l’inclusione non può restare un principio astratto. Deve diventare opportunità reale, riconoscimento istituzionale, visione futura. Gli atleti hanno già fatto la loro parte. Ora la palla – o meglio, lo sci – passa al sistema sportivo internazionale. Il percorso verso Milano Cortina 2026 è iniziato anche da qui. E il messaggio è inciso sulla neve, racchiudendo, è proprio il caso di dirlo, il concetto di “olimpieremo” che ben si concilia con lo spirito aggregativo che connota i vari ambiti di questa manifestazione attesa da moltissimo tempo.
