“Quarti di gloria” l’impatto della medaglia di legno raccontato da 16 atleti
di MARTA MULE’
I Giochi olimpici di Parigi 2024 hanno cambiato per sempre la percezione del quarto posto: da essere considerato il peggior piazzamento possibile, è diventato un risultato da non buttare via, ma dal quale ripartire.
Il libro “Quarti di Gloria”, scritto da Gerardo De Vivo e Serena Sartini, edito dalla casa editrice Lab Dfg, racconta proprio qual è l’impatto che la cosiddetta medaglia di legno ha sulle vite degli atleti, che sono arrivati a un passo dal podio, ma non abbastanza vicini da scrivere il loro nome negli albi d’oro.
I quarti classificati vengono quasi sempre dimenticati, ma in “Quarti di gloria” questi risultati trovano spazio. Attraverso le storie di sedici campioni, il libro dimostra che il quarto posto per tanti è stato decisivo ed è servito da stimolo per andare avanti e fare meglio. Ne è la prova Vanessa Ferrari, quarta nel corpo libero sia a Londra 2012 che a Rio 2016: non si è data per vinta e, a Tokyo 2020, ha messo la ciliegina su una carriera stellare con l’argento olimpico. Ma anche Tania Cagnotto, nostra signora dei tuffi, che a Londra 2012 fu quarta sia nel trampolino 3 metri che in sincro con Francesca Dallapè: quattro anni dopo la sua rivincita con il bronzo individuale e l’argento in coppia. La stessa Federica Pellegrini ha pensato di smettere dopo essere arrivata quarta nei suoi amati 200 stile libero a Rio 2016: se lo avesse fatto non avremmo potuto assistere alle due vittorie ai Mondiali 2017 e 2019, che l’hanno resa la migliore interprete di sempre di questa distanza.
Ci sono quarti posti che si dimenticano in fretta, come quello di Nadia Battocletti a Parigi 2024, che appena quattro giorni dopo la medaglia di legno sui 5.000 metri, è riuscita a conquistare l’argento sui 10.000 metri, mentre ce ne sono altre che bruciano, come per Novak Djokovic, quarto sia a Londra 2012 che a Tokyo 2020 e che solo a Parigi 2024, a 37 anni, ha coronato il suo sogno a cinque cerchi.
Da Ivano Camozzi, quarto ai Giochi olimpici invernali di Calgary 1988, ai Mondiali di calcio del 1978, con l’Italia quarta in Argentina prima del trionfo dell’82, fino al quarto posto nel K4 di Antonio Rossi a Pechino 2008, che dopo quattro edizioni sempre a medaglia scende dal podio nell’ultima della sua straordinaria carriera: in “Quarti di gloria” le vicende umane si fondono con le prestazioni sportive e ne emerge un quadro in cui la sconfitta fa parte del percorso anche dei più grandi e può servire per apprezzare ancora di più il successo.
A Parigi 2024 l’Italia ha collezionato ben 20 quarti posti e tutti sono stati celebrati, insieme ai medagliati, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal Presidente del Coni Giovanni Malagò. La spinta decisiva, probabilmente, è stato il risultato di Benedetta Pilato, quarta nei 100 rana, lontana un solo centesimo dal podio. Come si può considerare fallimentare una gara simile? Come si può buttare all’aria una prova che ti ha vista allo stesso livello delle migliori al mondo? Pilato disse: «È il giorno più bello della mia vita» e da lì ha cambiato tutto.
