Milano – Cortina, questione di fotogrammi e pari opportunità: nuove prospettive con fondazione Bracco
aMI.Co Milano – Cortina
di MARIELLA LAMONICA
In una cornice elegante e prestigiosa come Palazzo Visconti a Milano, ci hanno pensato Fondazione Bracco e Fondazione Milano Cortina a riempirla con un quadro all’altezza. Il tema è quello delle pari opportunità, l’iniziativa abbraccia la mostra “Una vita per lo sport. Volti e conquiste delle #100esperte” più una ricerca condotta dall’osservatorio di Pavia con i dati della copertura dello sport femminile in un anno di tv dopo Parigi 2024.
Nel primo caso si tratta di un evento che arriva a Verona dal 4 febbraio al 15 marzo 2026, nel cuore della città che ospiterà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali. Dopo la tappa milanese, dunque, l’esposizione si presenta in una versione rinnovata con tre nuovi ritratti firmati dal fotografo Gerald Bruneau: Gerda Weissensteiner, plurimedagliata olimpica, Angela Menardi, atleta paralimpica di wheelchair curling, e Kirsty Coventry, prima donna eletta Presidente del Comitato Olimpico Internazionale. La mostra sarà visitabile da cittadini, turisti, atleti e delegazioni presenti per la chiusura dei Giochi Olimpici e l’apertura delle Paralimpiadi. “Questa galleria è una narrazione di storie intrise di valori forti, che raccontano un incrollabile passione per lo sport”, ha affermato Diana Bracco, presidente dell’omonima formazione.
L’obiettivo dell’iniziativa è proprio quello di valorizzare il ruolo delle donne nello sport e promuovere la parità di genere attraverso storie di campionesse che hanno superato barriere culturali e pregiudizi.
A Bracco ha fatto eco una commossa Martina Riva, assessora allo sport, turismo e politiche giovanili di Milano: “Non mi ero mai emozionata fino a questo punto negli ultimi – ha esordito – sarà forse perché stiamo arrivando al momento che tutti aspettiamo e su cui abbiamo lavorato a lungo”. E ancora: “Saranno Olimpiadi al femminile e giochi in cui anche la disabilità avrà il suo successo. Alle nuove generazioni voglio dire che la comunità sta cambiando mentre a Verona, a cui passeremo il testimone, che lasceremo un segno”.
La parte pratica, quella dei numeri per intenderci, quella condotta dall’osservatorio di Pavia, ha raccontato della copertura mediatica dello sport femminile e lo ha fatto tramite la voce di Monia Azzalini, responsabile settore Diversità, Equità ed Inclusione. Se durante le Olimpiadi di Parigi 2024 la visibilità tra uomini e donne era risultata equilibrata, nei mesi successivi la presenza delle atlete nei telegiornali è scesa al 25% delle notizie sportive. Il calcio resta quasi esclusivamente maschile, mentre lo sci è la disciplina con maggiore spazio riservato alle donne. Entrando più nel dettaglio. Durante le Olimpiadi di Parigi 2024 i telegiornali italiani avevano mostrato una copertura equilibrata tra uomini e donne (51% di notizie sullo sport femminile e 49% con atlete protagoniste), con una maggiore presenza di interviste alle donne tra i partecipanti ai Giochi, ma ancora una prevalenza maschile tra commentatori ed esperti. La narrazione era risultata in gran parte rispettosa e inclusiva, pur con alcune resistenze linguistiche e sporadici stereotipi.
Diversa la situazione per le Paralimpiadi di Parigi 2024, che hanno ricevuto molta meno attenzione rispetto alle Olimpiadi, con una copertura ridotta e uno sbilanciamento verso le competizioni maschili.
Nel periodo successivo ai Giochi (da ottobre 2024 a settembre 2025), l’attenzione dei TG verso lo sport femminile è però diminuita in modo significativo: su oltre 2.700 notizie sportive analizzate, solo il 25% ha riguardato anche le donne. Il calcio domina l’informazione sportiva (40% delle notizie), quasi esclusivamente al maschile, mentre il tennis offre uno spazio limitato alle atlete. Lo sci è invece la disciplina che garantisce maggiore visibilità allo sport femminile, con una netta prevalenza di notizie dedicate alle competizioni femminili.
Lo studio, basato sull’analisi delle edizioni serali dei principali telegiornali nazionali, fornisce indicazioni utili per orientare politiche e strategie di comunicazione pubbliche e private, con l’obiettivo di promuovere una rappresentazione dello sport più equa e inclusiva in vista di Milano Cortina 2026.
Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale proseguiranno il monitoraggio durante Milano Cortina 2026, con l’obiettivo di lasciare un’eredità culturale basata su una narrazione sportiva più inclusiva, equa e attenta alla parità di genere. Al termine del progetto sarà disponibile anche una fotografia completa della rappresentazione mediatica nazionale tra il 2024 e il 2026.
All’evento hanno preso parte anche due sportive eccellenti quali Martina Caironi, plurimedagliata paralimpica, parte di #100esperte e nella legay Specialist di Fondazione Milano Cortina, più Gerda Weissensteiner, a sua volta rappresentata nella mostra fotografica, nonché ex campionessa olimpica in slittino e bob.
“Ho capito di essere stata una persona fortunata quando ho iniziato ad allenare” ha esordito Weissensteiner “e questo perché io da atleta ho sempre avuto il sostegno della mia famiglia, ma non è sempre così. Ho sostenuto tanto le donne, soprattutto nella nostra disciplina, dove serve coraggio, ma nonostante i passi in avanti credo ci sia molto da migliorare”.
“Nella mia storia lo sport è stato un filo conduttore fra il pre e il post incidente – ha evidenziato Caironi – è stata la mia luce in fondo al tunnel. Vincere medaglie vuol dire essere in un punto ottimo per poter andare ancora più in alto”. “Noi tutti abbiamo un ruolo, ovvero quello di raccontare le atlete per ciò che sono, spingendo sulle minoranze, sulla parità di genere, sulle Paralimpiadi, che non vengono ancora trattate in egual misura, ma siamo sulla strada giusta”. Poi conclude: “Da ragazza giocavo a calcio e mi dicevano che ero un maschiaccio, non l’ho mai accettato, piuttosto una ‘femminaccia’, ma il punto non è questo: servono figure che trascinino, sogni di bambine che puntino a diventare donne astronauta, messi in primo piano”.
