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Giovani

“Suo figlio non ha la faccia da stronzo per fare strada nel mondo del calcio”. Epurazioni choc di bambini di 7 anni in Lombardia

Redazione Quarto Posto
16 Maggio 2025
  • copiato!

Di ALESSANDRO CRISAFULLI

MILANO – “Suo figlio non ha la faccia da stronzo per fare strada nel mondo del calcio. Per lui, consigliamo altre strade”. Chapeau. Giù il cappello. Standing ovation. Si può fare meglio di una simile violenza “psicopedagogica” nei confronti di un bambino, in questo caso di 9 anni? Certo, basta aspettare qualche giorno che – sempre dalla stessa società – arriva la nuova chicca, questa volta addirittura per un bambino che di anni ne ha appena 7. “Suo figlio non è pronto, gli piace ancora troppo giocare”.

Gli. Piace. Ancora. Troppo. Giocare. Avete letto bene. Il piacere del gioco, in un bambino di 7 anni, che diventa mannaia per la sua eliminazione dalla squadra di calcio dove ha…giocato, quest’anno. Con i suoi amici. Inseguendo gol e sogni.

Parole e musica sono dei responsabili di un “prestigioso” settore giovanile in Lombardia. Uno di quelli con tanta storia, tante peripezie societarie tra faccende e faccendieri, tanti (ir)responsabili di Settore Giovanile e (dis)allenatori che hanno nel dna solo la vittoria a tutti i costi e con ogni mezzo, calpestando quotidianamente sogni e bisogni di bambini e ragazzi. Con inaudita, subdola, violenza. Che spengono sorrisi e accendono lacrime, per le loro fottute manìe risultatiste.

Tutti in questi giorni si scandalizzano, giustamente, per i 30mila euro richiesti da Salvatore Bagni per far giocare un ragazzo in serie C, durante un servizio delle Iene. Una pratica che si conosce da tempo e che personalmente ho raccontato anni fa con un’inchiesta esclusiva per il Sole 24 Ore intitolata “Calcio giovanile malato, talento sprecato” evidenziando il tariffario che circola in questo pazzesco mondo di mezzo e teatro dell’assurdo popolato di procurAttori, osservAttori, direAttori sportivi, genitorAttori…

Nessuno invece pensa, evidenzia, si occupa di quanto accade ancora più giù, nella piramide, dove figure e figuranti del calcio giovanile uccidono la passione dei bambini, con i loro deliri di onnipotenza.

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