Con “OSHA” a Como tutti i disabili trovano gioia nello sport
di STEFANO RAVAGLIA
Nuoto, soprattutto, ma non solo. Tanti riconoscimenti nazionali e internazionali e un gran bisogno di arruolare volontari, il motore dell’associazione. Stiamo parlando di “OSHA” (Orientamento Sportivo Handicappati), una associazione sportiva di Como molto diffusa sul territorio che nel 2024 ha festeggiato i suoi 50 anni: cinque decenni al servizio delle persone con disabilità grazie allo sport.

Non solo una formazione fisica, ma soprattutto caratteriale e culturale: ne abbiamo parlato con Mariangela Volpati, che è presidente di OSHA, nata nel 1974: “Una volta le persone disabili erano chiuse in casa, c’erano difficoltà, alcuni volontari hanno iniziato a praticare nuoto e la vita in palestra. Facendo sport non è come fare fisioterapia, ovvero fare un esercizio fine a sé stesso, ma molto di più”. La stessa Mariangela è disabile e ha trovato nell’Associazione una casa: “Io sono entrata nell’associazione nel 1976 e l’ho fatto perché mi dicevano di trovare un posto per fare nuoto, la nostra disciplina più importante, la nostra attività maggiore”.
Ma oltre al nuoto si pratica anche il tennis e il tennis da tavolo. E le persone bisognose sono cambiate: all’inizio c’erano molti disabili fisici, oggi molto più persone con problemi cognitivi e mentali e molti autistici, per cui certi sport che riguardavano la sfera fisica sono passati in secondo piano. Tutti e tre gli sport dell’Associazione, che vengono fatti anche a livello agonistico, riservano degli atleti iscritti alla FISDIR, la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali, che hanno ottenuto riconoscimenti e medaglie a livello mondiale come si può vedere dalla lunga rassegna stampa dedicata all’Associazione sul loro sito.

Resta però centrale il tema dei volontari: le discipline sono soltanto tre proprio perché servono di continuo nuove persone che assistano i membri dell’Associazione. “Abbiamo diversi volontari giovani” conclude Mariangela, “e questo ci dà la forza per continuare, ma ne servono sempre. Oltre a questo, è fondamentale anche la raccolta fondi e soprattutto la formazione. ‘Nuotiamo insieme’ per esempio è un nostro progetto che racchiude una formazione dedicata proprio ai volontari, per avere un aiuto più competente nel seguire le persone con disabilità”
“Promozione dell’ideale sportivo e del volontariato in ambito sportivo“: questo è il titolo del progetto di legge approvato all’unanimità in Commissione Cultura a inizio dicembre. Il provvedimento vuole sostenere le attività organizzate nell’ambito dell’associazionismo sportivo che abbiano finalità educative e sociali e che mettano al centro i ragazzi, gli anziani e le persone con disabilità.
“Un provvedimento che nasce dalla scorsa legislatura -sottolinea il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani – con la consapevolezza che la Lombardia è terra di primati anche in ambito sportivo e che lo sport svolge una funzione sociale e aggregativa fondamentale, soprattutto nelle nostre piccole comunità. Con questa legge vogliamo incentivare un modello di “sport per tutti” basato sul rispetto della persona e delle regole, nonché sulla tolleranza e sulla lealtà, valorizzando quella grande e imprescindibile risorsa del mondo dello sport che è il volontariato”.
L’iniziativa di legge prevede l’istituzione della “Giornata regionale dell’ideale sportivo e del volontariato in ambito sportivo” per sensibilizzare tutti i cittadini lombardi: la data individuata è quella del 5 dicembre di ogni anno, coincidente con la Giornata internazionale del volontariato, proprio in considerazione del fatto che il volontariato nel mondo dello sport da solo rappresenta più del 50% del volontariato nelle sue varie forme e declinazioni ed è l’anima del sistema sportivo dilettantistico. L’articolo 3 del testo di legge, si sofferma in particolar modo sull’importanza della prevenzione e del contrasto a fenomeni negativi come le baby gang, il bullismo e il cyberbullismo.
Compito dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale sarà inoltre quello di indire, attraverso uno stanziamento iniziale di 80mila euro, un bando di concorso annuale con borse di studio destinate agli allievi delle scuole che producano studi, tesi ed elaborati inerenti alla diffusione della cultura dell’ideale sportivo e la valorizzazione del volontariato
