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Territorio

Sharks Monza, eccellenza lombarda di powerchair hockey

Redazione Quarto Posto
5 Dicembre 2025
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Di MARTA MULE’

Dal 1992 gli Sharks Monza sono una delle colonne portanti del movimento del Powerchair Hockey in Italia. La società lombarda, oggi ETS, ha presto intuito le potenzialità di questa disciplina rivolta a ragazzi con disabilità motorie anche molto gravi e che, grazie alla carrozzina elettrica, sono in grado di muoversi e gareggiare semplicemente muovendo un joystick.

“Le patologie dei nostri atleti sono varie: possono essere neuromuscolari, di osteogenesi imperfetta oppure di paresi spastiche, insomma tutto ciò che non consente il movimento fisico. L’obiettivo di questo sport è coinvolgere questi ragazzi e di permettere loro di praticare uno sport, di divertirsi, di socializzare e fare squadra”, ci spiega Sergio Borella, che fa parte degli Sharks dal 2005 e che oggi è tesoriere e segretario della società.

Da anni gli Sharks Monza sono ai vertici della loro disciplina: hanno vinto due scudetti (2000 e 2022) e negli ultimi anni sono sempre finiti secondi o terzi nel campionato nazionale, oltre ad essere stati protagonisti con diversi giocatori dello storico Mondiale vinto nel 2018. Dalla stessa società due anni fa sono nate due squadre, una iscritta in serie A1 e una in serie A2: gli Sharks e gli Squali. “Abbiamo dovuto dividerci, ma sostanzialmente siamo rimaste una sola entità perché i volontari sono gli stessi e i giocatori li abbiamo semplicemente separati”.

Una delle missioni della società lombarda è quella di promuovere lo sport per persone con disabilità grazie all’aiuto delle scuole, degli oratori e degli enti del terzo settore.

“Lo sport per persone con disabilità è uno strumento fondamentale di inclusione, di partecipazione, di crescita personale. Tramite le scuole abbiamo intercettato dei bambini che hanno iniziato ad allenarsi con noi. In questo momento abbiamo 17 ragazzi, mentre come organizzazione siamo una sessantina di soci e una ventina di volontari. Ogni squadra ha un allenatore e un viceallenatore, poi abbiamo almeno un meccanico che segue tutte le partite di campionato e fa la manutenzione delle carrozzine e tutto l’apparato amministrativo e gestionale. Il presidente degli Sharks è Mario Di Gesaro, mentre quello degli Squali è Sergio Muratore”.

Una struttura rodata dai tanti anni di esperienza e di lavoro sul territorio. Quest’anno Sharks e Squali hanno rinunciato all’iscrizione al campionato nazionale di Powerchair Hockey, ma non hanno smesso con l’attività sportiva. “Non partecipiamo al campionato nazionale perché non condividiamo le scelte della federazione: sono state messe regole sempre meno inclusive, sempre meno rivolte alla patologia dei nostri ragazzi, per privilegiare la velocità e la forza fisica. Noi abbiamo contestato questo orientamento perché esclude sostanzialmente alcuni giocatori che rischiano anche di infortunarsi. Abbiamo trovato una chiusura totale alle nostre controproposte e allora abbiamo deciso di fare un passo estremo”.

In questa stagione gli Sharks e gli Squali, insieme ad altre società che hanno condiviso le stesse idee, hanno costituito un torneo alternativo per permettere ai ragazzi di giocare e competere in modo analogo a quanto fatto negli anni precedenti. “Abbiamo organizzato due gironi da 5 team ciascuno e facciamo questo torneo nazionale amichevole a cui partecipano tutte e dieci le squadre che non si sono iscritte al campionato regolare. Abbiamo cominciato a gareggiare a ottobre e lo faremo fino a maggio, poi faremo le finali al Forum di Assago. Da un punto di vista organizzativo è stato complesso, non avendo alle spalle la federazione abbiamo dovuto farci noi le regole e il calendario. Praticamente, però, non è cambiato molto rispetto al passato: facciamo lo stesso numero di partite, anzi anche di più, e da un punto di vista puramente sportivo non ci manca nulla. Con la federazione speriamo comunque di riallacciare i contatti: abbiamo portato il problema all’attenzione del CIP e stiamo cominciando a discutere per vedere se si possono limare almeno gli aspetti più macroscopici che secondo noi sono inaccettabili, quindi vedremo l’anno prossimo cosa succederà”.

A sostegno delle attività organizzate nell’ambito dell’associazionismo sportivo, Regione Lombardia ha approvato il provvedimento “Promozione dell’ideale sportivo e del volontariato in ambito sportivo“: questo è il titolo del progetto di legge approvato all’unanimità in Commissione Cultura a inizio dicembre. Il provvedimento vuole sostenere le attività organizzate nell’ambito dell’associazionismo sportivo che abbiano finalità educative e sociali e che mettano al centro i ragazzi, gli anziani e le persone con disabilità.

“Un provvedimento che nasce dalla scorsa legislatura -sottolinea il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani – con la consapevolezza che la Lombardia è terra di primati anche in ambito sportivo e che lo sport svolge una funzione sociale e aggregativa fondamentale, soprattutto nelle nostre piccole comunità. Con questa legge vogliamo incentivare un modello di “sport per tutti” basato sul rispetto della persona e delle regole, nonché sulla tolleranza e sulla lealtà, valorizzando quella grande e imprescindibile risorsa del mondo dello sport che è il volontariato”.

 L’iniziativa di legge prevede l’istituzione della “Giornata regionale dell’ideale sportivo e del volontariato in ambito sportivo” per sensibilizzare tutti i cittadini lombardi: la data individuata è quella del 5 dicembre di ogni anno, coincidente con la Giornata internazionale del volontariato, proprio in considerazione del fatto che il volontariato nel mondo dello sport da solo rappresenta più del 50% del volontariato nelle sue varie forme e declinazioni ed è l’anima del sistema sportivo dilettantistico. L’articolo 3 del testo di legge, si sofferma in particolar modo sull’importanza dellaprevenzione e del contrasto a fenomeni negativi come le baby gang, il bullismo e il cyberbullismo.  

Compito dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale sarà inoltre quello di indire, attraverso uno stanziamento iniziale di 80mila euro, un bando di concorso annuale con borse di studio destinate agli allievi delle scuole che producano studi, tesi ed elaborati inerenti alla diffusione della cultura dell’ideale sportivo e la valorizzazione del volontariato



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