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Giovani

Parma femminile, il rigore “sbagliato” che vale una lezione di sport e FairPlay

Redazione Quarto Posto
21 Marzo 2026
  • copiato!

di LORENZO SPONSALE

Nel calcio si parla spesso di risultati, classifiche e promozioni. Più raramente, invece, si raccontano gesti che vanno oltre il punteggio. Eppure, quello che è successo nello scorso weekend nella sfida tra Parma Calcio Femminile e Hic Sunt Leones merita di essere ricordato.

La partita, decisiva per la promozione in Eccellenza, si gioca a Noceto. Il Parma arriva da una stagione praticamente perfetta e parte favorito, ma nei primi minuti il risultato è ancora fermo sullo 0-0. È proprio in quel momento che arriva l’episodio chiave.

L’arbitro assegna un calcio di rigore alle gialloblù per un presunto fallo di mano. Una decisione che, però, si rivela subito sbagliata: l’intervento è regolare e il penalty non avrebbe dovuto essere concesso. Sul dischetto si presenta Claudia Morelli. Ha appena 16 anni e davanti a sé l’occasione per sbloccare una partita importante. Ma quello che succede sorprende tutti. Morelli prende la rincorsa e calcia senza cercare la porta: il pallone finisce docile tra le braccia del portiere avversario. Nessun errore, nessuna esitazione. È una scelta precisa. Un modo per restituire ciò che, sportivamente, non spettava al Parma. Il gesto arriva nel primo tempo, con la gara ancora in equilibrio. Non è quindi una scelta “facile”, fatta a risultato acquisito, ma una decisione presa nel momento più delicato.

Dopo quell’episodio, la partita prende comunque la direzione prevista. Il Parma dimostra la propria superiorità e dilaga, chiudendo con un netto 9-1 e conquistando la promozione in Eccellenza. Ma al fischio finale, più del risultato, resta l’immagine di quel rigore calciato piano, quasi con rispetto. Un gesto semplice, ma potentissimo.

Perché in un calcio dove spesso si cerca di ottenere ogni vantaggio possibile, anche il più piccolo, la scelta di rinunciare a un gol “regalato” racconta qualcosa di diverso. Racconta che si può vincere, e anche dominare, senza dimenticare cosa significhi davvero giocare lealmente. E forse, alla fine, è proprio questa la vittoria più importante.



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