Tensione al Bentegodi: scontro fisico tra Gift Orban e un tifoso nel post-partita
di ANDREA RICCELLI
Il clima già pesante in casa Hellas Verona è precipitato nel caos domenica pomeriggio, trasformando il piazzale esterno dello stadio Bentegodi nel teatro di una violenta colluttazione. Al termine della sfida persa contro il Milan, mentre la squadra abbandonava l’impianto tra i fischi, l’attaccante nigeriano Gift Orban è stato protagonista di un episodio che ha lasciato sgomenti i presenti e le forze dell’ordine.
La dinamica dei fatti
La dinamica dell’incidente si è sviluppata in pochi secondi tra le auto in uscita dal parcheggio Masprone. Mentre il calciatore procedeva a passo d’uomo circondato da un gruppo di sostenitori, un colpo sferrato da un tifoso sulla carrozzeria della sua vettura ha innescato una reazione immediata e furiosa. Orban ha arrestato bruscamente la marcia e, abbandonando l’abitacolo, si è scagliato fisicamente contro l’uomo. Ne è scaturito un tafferuglio tra i due davanti agli occhi di tutti i tifosi presenti.
L’intervento dei presenti e degli addetti alla sicurezza ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. L’episodio ha scatenato una bufera mediatica immediata, alimentata dai video amatoriali che hanno iniziato a circolare in rete pochi minuti dopo il fatto.
La reazione del club
La dirigenza scaligera ha reagito con estrema durezza, condannando ufficialmente l’accaduto preannunciando provvedimenti disciplinari esemplari nei confronti del tesserato: “Hellas Verona FC in relazione ai fatti accaduti nel post partita Hellas Verona-Milan nel parcheggio adiacente allo stadio Bentegodi, che hanno visto coinvolti il giocatore Gift Orban e un gruppo di tifosi, prende le distanze e condanna con fermezza ogni comportamento violento. Il club si riserva, sin d’ora, ogni ulteriore valutazione in relazione ai fatti accaduti”.
Dal canto suo, il calciatore ha tentato di smorzare i toni nelle ore successive ammettendo le proprie colpe attraverso i canali social: “Desidero scusarmi sinceramente con tutti i tifosi per il mio comportamento. Mi dispiace di aver ignorato coloro che si avvicinavano per foto e autografi. Vi meritate rispetto e in quel momento non sono stato all’altezza. Mi dispiace profondamente anche per come ho reagito in seguito: non ci sono scuse per avere perso il controllo e mi assumo la piena responsabilità. Mi impegno a imparare da questo errore e a fare meglio. I tifosi sono una parte fondamentale di questo club e apprezzo la passione e la lealtà che dimostrate ogni giorno. Lavorerò sodo per riconquistare la vostra fiducia, non solo parole, ma con i fatti. Grazie per il vostro continuo supporto. Rimango pienamente impegnato a dare il massimo per il club, ogni volta che scenderò in campo”.
Questo grave strappo tra la piazza e uno dei giocatori più rappresentativi segna probabilmente il punto più basso della stagione del Verona, ormai sempre più vicina a una drammatica retrocessione.
