Lacrime e orgoglio: il drammatico ritorno a Edimburgo degli Hearts dopo il sogno infranto
di ANDREA RICCELLI
Quella che doveva essere la festa per un’impresa storica si è trasformata in uno dei momenti più dolorosi e, al tempo stesso, commoventi del calcio scozzese recente. Gli Hearts, ‘Heart of Midlothian Football Club, più familiarmente Hearts, è un club calcistico scozzese di Edimburgo. Milita in Scottish Premiership, primo livello del calcio scozzese. Ha vinto quattro titoli di campione nazionale, otto Coppe di Scozia e quattro Coppe di Lega scozzesi.
Sono rientrati nella capitale, ma le immagini del loro ritorno raccontano una storia di profonda disperazione sportiva, capace di catturare l’attenzione di tutti gli appassionati di calcio.
Il sogno di spezzare un digiuno che durava addirittura dal 1960 è svanito nel modo più crudele possibile. Dopo aver dominato la classifica e aver accarezzato il titolo per l’intera stagione, la squadra si è vista sfilare il traguardo da sotto il naso proprio all’88° minuto dello scontro diretto contro il Celtic, abile a ribaltare il match e a imporsi per 3-1.
Un ritorno senza filtri
La delusione accumulata sul terreno di gioco è stata così devastante che lo spogliatoio è rimasto un luogo vuoto: molti calciatori, visibilmente scossi e in lacrime, hanno scelto di non cambiarsi, salendo sul mezzo del ritorno indossando ancora i pantaloncini e la maglia da gioco colma di sudore e amarezza.
I primi scatti emersi mostrano i protagonisti con il volto rigato dalle lacrime, le mani a coprire gli occhi e borse da viaggio improvvisate tra le braccia; l’istantanea perfetta di un gruppo svuotato di ogni energia psicofisica.
L’abbraccio del pubblico
Nonostante l’epilogo concitato che ha caratterizzato i minuti conclusivi della sfida – sul quale la lega calcio scozzese ha già confermato la regolarità del fischio finale in base ai rapporti arbitrali – la tifoseria ha risposto con una maturità straordinaria.
Ad attendere i giocatori a Edimburgo c’era una folla calorosa che ha accolto la squadra con cori e applausi, celebrando i ragazzi come se avessero effettivamente conquistato il trofeo. Un tributo d’amore immenso che, tuttavia, non è bastato a lenire immediatamente un dolore troppo fresco e pesante da smaltire.
