Qualificazioni mondiali inclusive 2026 con l’Audiodescrizione immersiva di Connect Me Too
di SILVIA SARDI
In occasione della sfida tra Italia e Irlanda del Nord, in programma il 26 marzo 2026 allo stadio di Bergamo, la FIGC rinnova il proprio impegno verso l’accessibilità introducendo nuovamente il servizio di audiodescrizione immersiva “Connect Me Too”.
Il progetto, sviluppato in collaborazione con CMT Translations, rappresenta una soluzione ormai consolidata per permettere alle persone con disabilità visive di vivere pienamente l’esperienza della partita. Attraverso una cronaca iper-descrittiva, il sistema racconta ogni dettaglio del match: dai movimenti dei giocatori alle caratteristiche fisiche, dalle dinamiche in panchina fino all’atmosfera sugli spalti.
La vera novità di questa occasione riguarda l’estensione del servizio anche da remoto: fino a 500 tifosi potranno infatti seguire l’incontro da casa tramite l’app dedicata, disponibile su smartphone, collegando semplicemente auricolari o cuffie. L’audio sarà trasmesso in tempo reale grazie alle reti 4G e 5G, senza alcun ritardo rispetto all’evento in campo.
L’iniziativa si inserisce nel percorso intrapreso dalla FIGC negli ultimi anni per rendere il calcio sempre più inclusivo. Un impegno che trova il sostegno anche dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, che ha accolto con favore l’ampliamento del servizio.
«Gli audiodescrittori sono i nostri occhi: ci permettono di vivere ogni emozione dello sport, dal vivo o da casa», ha dichiarato il vicepresidente della sezione milanese Francesco Cusati, sottolineando come questa evoluzione renda l’esperienza davvero completa.
Soddisfazione anche da parte della FIGC, che evidenzia come il progetto rappresenti un ulteriore passo verso una partecipazione più ampia e senza barriere. “La nostra vittoria più bella è quella che si legge sul volto dei tifosi”, è il messaggio che accompagna l’iniziativa.
“Connect Me Too” è già stato utilizzato in numerosi eventi sportivi, dal calcio di Serie A e B fino ad altre discipline come basket, rugby e sport invernali, confermandosi uno strumento sempre più centrale per l’accessibilità nello sport italiano.
